
The eye
Gli occhi più belli
sono quelli
di chi ti guarda
mentre
ha la faccia
tra le tue gambe.
©web
it’s the ideal situation
to listen to the Soul,
Mind and Heart
in front of the infinite beauty
of Nature
and
Sky.
©lu
QUARRY’S WHITE
NIGHT
GL.C,
paziente,
è chiuso in auto
mentre
quel rompipalle
fa il temerario ungulato
tra i marmi della cava.
“Sta al telefono…“
Così vedo…
Da queste parti
dispensa mensa un certo Enzo.
A Camaiore.
Caffè Centrale.
E’ un libro a parte.

Vorrei che all’elemento dominante,
il Silenzio,
si affianchi l’estasi dell’ammirazione
del Bianco Carrara o l’Arabescato Corchia.
Così come li ho visti e vissuti
nei miei viaggi alla scoperta
di un posto che fosse d’ispirazione
per il clic ancora da fare.
2018, Primavera.
Una Impreza ed una Forester.
Un Forester?
Boh.
Ab imo pectore…
Grande Capo Indiano…
che cambia?
Il bel raccontare con l’italiano ricercato?
Lo strafalcione ci sta.
L’auto è femmina, così: UNA.
Bianche, colore ideale,
finalmente,
per foto di notte ed alle stelle sopra le due Subaru.
Cielo terso, indaco all’orizzonte,
l’arancione sta con lentezza sparendo.
Per me è fin troppo veloce,
vorrei fermare il tempo per fotografare ancora ma,
in modo speciale, ammirare, sognare, sperare.
Già allora, il seme del silenzio
e della solitudine si era impadronito di “Lu”.
Strettissime le curve, passaggi a filo di muretto.
Angoli ciechi.
La marcia è lenta.
Meglio, il “pupo” non voglio sia sballottato.
Con quel che mi è costato.
Devo ancora usarlo.
Pesa.
Servirà un po’ di sala pesi.
Tra “pupo” e “pupa” fanno quasi sei/sette chili
da brandeggiare a mano libera
e fare uno scatto senza il “mosso”.
Non uno scatto.
Una giornata intera di lavoro,
senza soste, senza riunioni, senza staff meeting.
Lavoro vero, non cazzeggio permesso col 27 garantito.
Un’impresa titanica.
Altro che pilates o calistenica…
(censura…)
Sì, ho anche un Manfrotto.
1? No.
Certo.
Dopo l’esperienza della “75” quei posti erano divenuti un chiodo fisso.
Il bianco accecante,
le Persone incontrate in “75”
hanno accompagnato ogni pensiero per il set di fotografia da inventare,
da fare per davvero.
Fantiscritti.
Ora Levigliani, un altro pezzo di cuore s’aggira ancora da quelle parti.
Una rossa giapponese, uno scouting per conoscere i luoghi
e non tornare (2018!) a Roma,
aveva provato a superare certe lastre di ghiaccio
in tosti tornanti in zona con la pretesa,
in forza di tre lettere, AWD, di voler arrivare sotto la vetta del Corchia.
Illuso.
Illuso come quella volta sotto la Rocca, quella di Lady Hawke,
quando una Discovery (?4?) si piantò sul ghiaccio di uno sterrato d’Abruzzo,
IN Marzo (3.3.2015, 19:13.),
quando le margherite sono quasi in fiore ed i ranuncoli sbocciati
da quel dì.
Troppi rischi per meccanica e carrozzeria,
in tutte e due le sitazioni.

Lui sta dall’altra parte della cava.
Ho mollato la Tirrenica questa volta.
“Se non ci passo ora mi sa che passeranno ancora anni,
non voglio.
Fammi salire.“
Il meteo è pessimo, non sto salendo alla “75” per fare fotografie.
Sto andando SU per salutare un amico.
STIca delle foto.
La Forester esce dal casello e s’avvia per inerpicarsi per i tornanti.
Vado a memoria, non dimentico le strade che portano a casa.
Intanto attraversando Carrara penso
che quei draghi al volante dei Mercedes, dei MAN, degli Iveco, dei Tatra,
fanno quella strada anche d’inverno, in discesa e con il fondo bagnato.
E con trenta tonnellate di Bianco Carrara sul pianale.
Ammirazione pe’ ‘ste Persone.
Neanche il tempo di entrare sul piazzale e parcheggiare.
Sì, c’è.
Sta dall’altra parte della cava:
beccato al volo.
Inconfondibile.
Vado.
E’ il padrone di casa,
qui.
Giusto si sia accorto dell’intruso,
tra l’altro
con quel bacarozzo nero della Forester
impossibile non farsi notare (!)
in mezzo a tutto sto bianco dei primati.
Si muove incontro all’intruso.
Il passo ed il fare
sono quelli di chi è sicuro del fatto suo
e viene ad indagare.
Nello sguardo vedo che non mi ha riconosciuto.
E te credo!
Otto anni!
Mi avvicino ancora, recito – apposta – una celeberrima battuta.
Mi vien quasi da ridere, mi contengo.
“Mr. Ceccarelli, I presume“.
Incalzo.
“Sono Luca”.
Apriti cielo!
Ma che figata
le Persone VERE.
2016, Primavera. Maggio.
In “75” usano fare la pausa pranzo.
Non vedevo l’ora.
Dalla mattina, euforico, stavo scattando clic su clic con le Nikon.
Ancora senza Il Trecento, però.
Avevo snasato e rubato con gli occhi ogni angolo della “75”.
In alcuni punti sarei andato quando quei giganti gialli fossero stati fuori
della parte più bassa del bacino marmifero.
O quanto meno fermi, in pausa.
Mi piace essere trasparente e rispettare il lavoro delle Persone.
M’ero intestardito di fare i clic ad un’auto bianca in cava.
Foto e video.
Volevo quelle inquadrature.
Non c’è nessuno in giro.
E’ l’ora.
Quatto quatto prendo la via per scendere.
Un Caterpillar di traverso blocca la strada.
Impossibile scendere.
“Gio sei stato te, vero?”
Prudenza, sai mai ‘sto scemo che combina.
Mi ricorda, il fatto, la storia di Barcellona,
quello del mosaico di Mirò sulla Rambla
e la Guardia Civil.
Erano le tre di notte, IN Barcellona.
Quelli si sono incazzati, io ho pagato
(duecento euro di multa, sull’istante e sull’unghia)
altrimenti “ti sequestriamo la macchina”.
Le foto però le avevo fatte, quanto basta.
Anche in Cava 75.
Ma ne voglio altre.

Per discendenza c’è famigliarità con alcuni materiali.
Per studi un altro dei motivi della passione per creta, gessi, colori.
Marmi.
Michelangelo, Bernini, Donatello, Canova.
Studiati, amati.
Il bacino Fantiscritti e la Ciresuola con i suoi Bianco Carrara
e lo Statuario delle Apuane sono stati il primo sguardo,
quello della consapevolezza del colpo di fulmine.
Bianco Carrara, Bianco Venato ed il Bardoglio Nuvolato, i tre più pregiati al mondo, sono stati la miccia dell’esplosione di “qualcosa” che a distanza di oltre dieci anni ancora arde.
L’Arabescato Corchia e il Venato Corchia sarebbero divenuti un altro pezzo dei suoi amori.
Toccare quelle schegge è qualcosa di impareggiabile, devi entrare in una cava.
Devi resistere all’accecante bianco quando ad Agosto il termometro segna trenta gradi in spiaggia ed oltre cinquanta in cava.
Bianca, accecante, potente.
T’entra nell’anima come il deserto d’Africa.
E la devi amare a dicembre quando il gelo in quota ammanta di freddo il bianco.
E magari scendere con un blocco di trenta tonnellate sul pianale e la strada è bagnata.
Se non peggio.
Repetita?
Sacrosanta.

Il Pensiero non ha tempo,
non ha forma, non ha dimensione
così non ha percepibile sostanza.
Esiste però e ne può lasciare traccia
solo quando una mente
vuole dargli esistenza con la scrittura.
Ma esiste.
Nascosto dietro mille facciate.
Ma esiste…
Portando con sé tutti
i colori immaginabili dalla mente.
Tutti.

Cava 75 Ciresuola
La bellezza
Ovunque volgerai lo sguardo
sarai capace di vedere la bellezza di quel che circonda l’Essere.
Sono gli occhi ad esser diversi perché è a loro che…
l’Essere indica dove guardare, vedere e forse fare un clic.
Che sia dentro o fuori la Bellezza è ovunque intorno a noi.
Alla discesa della editio minor della Karakorum,
quando ormai l’asfalto è vicino
“spegniamo le luci, ci sono gli astronomi”
Tre, quattro cilindri piazzati su enormi cavalletti sono puntati verso le stelle.
Persone parlottano appena rischiarate da lampade gialle,
forse vecchie lampade a petrolio dalla luce incerta, delicata, saltellante.
Rischiara appena quella piazzola d’appostamento.
Le due auto sfilano silenzione, inesistenti.
È rispetto.
Ammirazione per chi, qui, a quest’ora, insegue la sua passione.
In silenzio.
Essere inesistenti, trasparenti, in quel momento è un gesto di educazione,
un atteggiamento comune a tutti i miei Journey.
Il gabbiano aprì le ali al vento
e in un gelida giornata di inizio primavera mise controvoglia il becco di nuovo a Sud.
Meglio rientrare.
Mi tocca rientrare.
Per la vettura, non per il driver mai pago dei panorami ed anche delle intemperie.
Gli scatti in quel tardo pomeriggio gelido tra mucchi di neve ai lati della strada
e lastroni perfidi sull’asfalto rimasero il malloppo sulla scheda della Nikon D800.
Come l’insoddisfazione di “Lu”.
Qualcuno offre una opportunità.
“Lo vuole comprare ‘sto Nikkor?”
“Certo, arrivo.
Sto andando dalle parti Lucca, Carrara per un set di fotografie
ma faccio il giro lungo, passo da lei (Umbria) e così posso provarlo subito.
In cava.”
Il giro è lungo davvero,
Roma, Perugia, Forte dei Marmi, Levigliani,
ma in città non si fanno affari,
in provincia è diverso, conoscendo persone.
Pesa, caspita se pesa.
Magnifico.
“Sto arrivando, dove ci vediamo”
“Ti aspetto alla Condomini, prendiamo le chiavi, sono lì per noi”.
Che tradotto vuol dire “per te…“
La Karakorum Highway ha la sua editio minor da queste parti.
Un percorso qui breve, altrettanto fascinoso.
E pericoloso.
Il Nikkor 300 mm 1.2:8 quella notte non uscì dalla custodia
e manco dalla Subaru.
Non volevo sciuparlo.
Voglio tornare a Levignani con voi per il Journey 4 2026.
Per usare “il Trecento” per i ritratti.
Di notte.
In cava.
Con le luci come dico io, come immagino io.
Ora.
A Levigliani.
Se mi danno le chiavi.
Che poi…
Come rinunciare
al Bianco Carrara di michelangiolesca memoria.
Giorgio, ci sei?
Un ritratto te lo fai fare anche te?
Arrivo.
Lavandina Francese si concesse per le foto, tu?
Parti con me, l’avrai.
Journey 4 2026.

’26 Headline.
Narrow Inspiration.
In search of silence and absolute solitude,
so that the noise of thought can be drowned out
and Soul, Mind, and Heart
can soar in the boundless universe of dreams.
Journey 2026.
Giretti dalle parti di Fantiscritti e Levigliani da NON fare in solitaria,
in auto con velleità esplorative.
In inverno poi… lascia perdere, non sei del mestiere.
Ma tanto i cancelli
ne impedirebbero l’accesso in cava con una quattro ruote.
Se non ricordo male, anche a piedi.
Le chiavi?
Le hanno quelli della Cooperativa Condomini Levigliani.
Averle?
Io le ho avute.
Grazie GL.C.
In “75”?
Intanto devi trovarla.
Poi… entrare?
È tutto un altro paio di maniche entrare.
Ci sono i Caterpillar.
E non si rompono le palle alle Persone che lavorano.
Come recita Subaru:
“Prima di intraprendere l’itinerario consigliato, controlla sempre lo stato delle strade sul tuo sistema di navigazione e sui canali ufficiali della regione di riferimento. Il percorso raffigurato nell’immagine rappresenta solo uno spunto di base per un’escursione.”
nyctophilia (n.)
love of darkness or night;
relaxation or comfort
in the darkness.
©web

Springtime 2018
Stellarium, Sky View, Sky Tonight, Sky Guide, Star Walk 2.
PhotoPills, Photo Transit, ThePhotoEphemeris, Planit Pro.
Le app per i sistemi operativi Apple ed Android,
utili per trovare nel cielo gli oggetti astronomici da osservare,
forse fotografare.
Gli astrofili, gli astronomi, gli appassionati di astronomia forse sorrideranno leggendo
il calendario. / non pubblicato.
So bene che con i loro strumenti, dalla ricerca, al puntamento ed alla ripresa conoscono il Cielo meglio di me e potrebbero esser ancor più prodighi di informazioni.
Si vedono delle fotografie meravigliose che si aggiungono come contributo tecnico e scientifico che queste persone sanno dare per la conoscenza e la diffusione dell’astronomia.
Ammirazione.
Qui non è una pagina per suggerire,
peggio – spiegare – raccontare
come fare una fotografia del cielo.
È una pagina che vuol essere un invito
per andare a vedere, ammirare, il Cielo.
Buongiorno!
Fai un viaggio con me?
Ti prometto il Sole, la Luna e le Stelle.
E le avrai.
Con me.
Solo con me.

Bianco Carrara.
Cava 75, “Ciresuola”. Fantiscritti.
Carrara.
Maggio 2016.
I take a lot of pic
for you,
bring ONE
at your home for your wall.
Only with me for You.
ENJOY
THE JOURNEY’s MEMORY.
3/5 work week + 0.000€+IVA each one book.
3/5 work week + 0.000€+IVA each one pic.
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Imperare Sibi
Maximum Imperium Est
*****
Ab Imo Pectore
ESISTONO, PER NOSTRA FORTUNA,
“COSE”
MOLTO DIFFICILI DA SPIEGARE.
SONO LORO, QUESTE COSE,
CHE GENERANO
E COSTRUISCONO
I SOGNI
E NON C’È COSA
PIÙ INNOCENTE
DEL SOGNO.
FORSE.
FORSE
FA MALE
SOLO A CHI LO VIVE.
MA SENZA SOGNI NON SI PUÒ VIVERE.
*****

