Nomen
Omen
nominasunt omina

Dei Monologhi
NOMEN OMEN:
RIVER ROCK PEARL
Rocce di fiume color perla.
Una traduzione maccheronica.
In ‘sto nome c’è tutto il profilo della Subaru Forester River Rock Pearl.
La perla, simbolo orientale della purezza e della perfezione
Le rocce, le asperità della guida. E della vita d’ogni giorno per il di lui, Forester, (e leggi più avanti perché al maschile) proprietario che paga le rate e le vessazioni del protezionismo ambientale ad ogni costo.
Inciso: vi siete mai chiesti qual è il costo in fatto di impatto ambientale delle super tecniche sneaker che calzate?
Avete idea della linea che porta al vostro colorato numero 37 o 43 di piede?
Secondo me non ci avete mai pensato.
Per coerenza dovreste girare scalzi.
Torno a River Rock Pearl, che è meglio.
Per voi.
Il fiume. Inteso come vita che scorre al volante di un’auto ed in modo più sottile come il punto dove arrivare solo con una Subaru per godere di suoni, profumi, odori e panorami non altrimenti possibile da raggiungere.
In Silenzio.
RIVER ROCK PEARL.
Ma chi e quando ha inventato ‘sta definizione così bucolica?
La pomposa locuzione latina è lo spunto di un Monologo che qui potrebbe non avere liaison e quindi motivo di comparire. Del suo significato, nomen omen, non c’è di che scrivere. La declinazione al plurale, nominasunt omina, sia valida per la attribuzione a tutta la gamma di nomi dei modelli Subaru ed i diversi colori.
NOMEN OMEN,
FORESTER.
Derivazione dall’inglese ed in tempi diversi, più antichi, della parola che indica un guardaboschi. Per diverse estensioni ed interpretazioni si intendeva, con il francese antico anche abitante della foresta, guardiano della foresta.
Nel latino medievale (foreste m) bosco esterno.
Quindi i gialli a Tokyo studiano!
Anche il latino medievale.
Tratto da il Monologo Nomen Omen

IL LUOGO
DEL MISFATTO

Non è pubblicabile il misfatto,
pur documentato,
e neanche il misfattore.
C’è un solo testimone.
Senza il suo aiuto sarei ancora lì.
In mezzo alla ghiaia del cantiere.
Che poi, mica sarebbe malvagia come cosa.
Forse un po’ umido.
Ora di Novembre.
E non sono più il tipo per campeggio
e neanche una capanna.
Ma tanto ‘sta strada de roma…
S’asciuga ad Aprile 2026.
Il 1° Aprile, tanto per essere chiari.
Solo un occhio analitico potrebbe intuire il fake del post.
Significativo fake 🙄
The Route…
of the rum.
We are working for:
who?
This pics, of course.
And ME.
First.



















Malavolta7\5\2…
See “UnSplash Lu profile” study ↗
Online & Read on GMaps, account Paperino Paolino
Online & Read on TripAdvisor, account Luca “Lu”
Qui le stanze “me-le-sono-girate-tutte”.
Essì, non volevo andare via.
Così ogni volta che una prenotazione giunta prima del mio, lungo, lunghissimo, soggiorno in Malavolta,
aveva il diritto di precedenza (e vedi un po’, ci mancherebbe) traslocavo alla prima Malavolta libera.
Disponibile, io, pur di non lasciare Malavolta, di dormire nel magazzino delle farine di Gran Forno.
Un altro posto che merita il titolo di Fabbrica delle Meraviglie.
Qui in Malavolta ho preso casa all’inizio di Settembre quando la “logistica” di certi spostamenti tra Roma, Ponzano di Fermo, Milano e poi di nuovo la A14 in discesa verso Marina di Altidona, inseguendo luci e set di ripresa fotografica di notte e di giorno, all’alba ed al tramonto…
La ricerca di un posto baricentrico che appagasse il mio ego, il piacere dell’hotellerie di alto livello
e la discrezione che tanto mi piace, di non apparire,
di essere defilato ma di forte presenza.
Il sorriso di Sabrina e prima ancora la sua voce al telefono per le preliminari di prenotazione,
mi avevano convinto della scelta giusta.
Pur avendo a che fare con tastiere, parole, vocabolari, dizionari dei sinonimi, confesso la mia difficoltà in questo istante
– Febbraio ’26 –
nel trovare aggettivi per raccontare chi sia Sabrina, suo marito Walter, i figli che tra Gran Forno e Malavolta
non solo hanno impersonato la perfezione di chi crede nel proprio lavoro ma – in modo speciale – di chi aiuta il cliente affinchè il soggiorno
sia magnifico.
E, soprattutto lasci nella mente dell’ospite un ricordo indelebile,
di alta permanenza nel tempo futuro.
Non mi soffermo su cosa sia, tecnicamente Malavolta.
Una sola cosa vorrei lasciar qui scritta.
Un piccolo, forse per alcuni insignificante dettaglio.
Che però a me dice molto.
Sono straviziato in fatto di hotellerie.
E non potete avere idea di quanto voglia intendere con straviziato.
Be’, i telecomandi chiusi in bustina dopo la “sanificazione”
– ai miei tempi bastava dire “pulizia” –
non li ho trovati neanche nei MandarinOriental.
Punto.
PuntArena
See “UnSplash lu profile” study ↗
Online & Read on GMaps, account lucaromanopix
Online & Read on GMaps, account Paperino Paolino
Online & Read on TripAdvisor, account Luca “Lu”
Pomeriggio in santa pace
guardando il mare e pensando al lavoro
da fare ancora da queste parti.
Puntarena concilia la serena riflessione.
Sarà perché persone e posto sono “d’altri tempi”.
Ho vissuto due belle giornate.
Grazie
Queste poche parole, qua sopra, sono la classica vetta dell’iceberg.
È il commento a caldo per una foto su TripAdvisor
Voglio essere banale anche io una volta per aprire uno dei tanti pensieri su Puntarena.
Da Settembre ad oggi, Febbraio,
quel posto mi ha accompagnato nelle lunghe giornate d’Autunno e d’Inverno
con i suoi colori, i sommessi rumori della spiaggia di Settembre.
Quando la fragorosa calca agostana sparisce tra asfalto e cemento delle città d’origine.
Ecco restino sempre lì e non vengano a scassare i marroni nelle terroniche latitudini.
Sul servizio di spiaggia e di ristorante qui sorvolo,
poi farò aggiornamento tanto su GMaps che TripAdvisor.
Solo l’accenno che ha portato ad un ritratto su PortraitWithLu
dove sta pubblicata la foto di colei che domina il Mare perché il Mare crede in lei, la Elsa.
Due occhi brillanti, splendidi colori che ricordano il Mare.
Il motivo del ritratto sta nel cuore, sia il mio, sia di Puntarena.
Un accenno di qualcosa di esclusivo
e riservato alla famiglia di Puntarena,
i due piccoli, e che m’è stato concesso.
Un’attenzione magnifica
che m’ha portato indietro di tanti anni, ma tanti,
quando certe cose per certe genti erano all’ordine del giorno.
Loro, tutti, sono bravissimi e mi hanno conquistato.
Come si legge da qualche parte sono un “tipetto”.
Non facile.
IN Puntarena ha funzionato tutto alla perfezione così ho potuto passare lunghissimo pomeriggi in
SILENZIO,
utili, necessari, per l’evoluzione di JourneyWithLu.
Quella parola,
SILENZIO,
è nata in quelle settimane IN Puntarena, IN Marina di Altidona.
L’Autunno ha raccolto quei pensieri,
li ha arricchiti grazie al ricordo di quelle giornate dai colori armoniosi e quasi pastello
delle prime sensazioni del cambio di stagione.
E poi, confesso, il RUM ha messo del suo.
Infatti m’ha salvato l’Emilio.
Questo è colore.
Al volante non scherzo.
Mi serviva quel mezzo metro in più
per “alzare” il muso della Forester River Rock Pearl.
Ed uscita la cazzata.
Ma anche la foto.
Sta qua.
Nella pagina.
La storia della foto sta nell’etichetta delle bottiglie,
le solite questioni di campanile.

Driving Dynamics,
Forester,
River Rock Pearl
Warning.
Come recita Subaru:
“Prima di intraprendere l’itinerario consigliato,
controlla sempre lo stato delle strade sul tuo sistema di navigazione
e sui canali ufficiali della regione di riferimento.
Il percorso raffigurato, (n.d.r. ove e quando) nell’immagine
rappresenta solo uno spunto di base per un’escursione.”
Se con la “roscia” non sono stato leggero di destro con la River Rock Pearl è stato anche peggio. Lo sfizio di raccontarMI chilometro dopo chilometro quando siano fuori come degli attici quelli che trinciano giudizi sulla Forester e la sua dinamica di marcia è stato il motivo, sempre, per schiacciare ancora più a fondo, in modo speciale in prua
a Sud in certi magnifici curvoni autostradali dopo la noia dei rettifili della pianura.
Ma c’era anche la fretta di tornare SUBITO al Malavolta 7 (o altro numero che fosse quello della MIA stanza) per non perdere, in inizio di Settembre, un certo fatto astronomico. Imperdibile, per me in modo speciale, perché chissà quando una Luna in eclisse, e rossa, ed a queste latitudini sarà, e potrò, vederla.
Così, daje di destro.
C’è poco da aggiungere ai pensieri scritti nei dintorni di qua
dedicati alla CTK Pure Red.
Differenza sostanziale tra le due vetture sono masse e baricentro.
Quindi, con FOR, la dinamica è ancora più ESALTANTE.
Così tanto che anche per
Forester River Rock Pearl è pronto un monologo.
E la prendo alla larga:
“Nomen Omen”,
sta all’essenza della comunicazione per il modello
ma anche alla driving dynamics.
La mia.
Perché
I’m a sinner,
deep sinner.
Proud of be.
Never.
Again.
Never again
will a soul
touch
my Soul,
my Mind
and
my Heart.
MAI.

Quella domenica mattina
di Ottobre “Lui”
era al telefono
con il suo amico GLC.
Tra una frivolezza
in proposito
di una certa Audi A5 in partenza per Los Angeles
ed una nota per la logistica del rientro della River Rock,
si godeva il tepore del Sole mattutino della costa
che vede il sorgere
della palla di fuoco.
Ma erano
le dieci meno un quarto.
Più o meno.
Seduto, invisibile,
alzò gli occhi.
Non uscì.
Non lo avrebbe
MAI fatto.
Il Bushidō si pratica,
non è una chiacchiera
per i post di FB.
Come deciso già da molto tempo prima, quella notte “Lu” partì.
Fu rispetto.
il sette Ottobre Luca era a roma
A Journey With Lu.
In silenzio.
Silent and single are the best combination.
It’ the ideal situation to listen
the Soul, Mind and Heart
in front of the infinite beauty of
nature and sky
©Lu

Myhome
WALKING THROUGH CROWDS LIKE
A SILENT STAR
Oggi.
Sette?
Non so, non ricordo, non mi interessa più di tanto.
Sette nuovi borghi più belli d’Italia.
Notizia di fine ’25? Inizio anno?
Poca importanza.
Sia lo spunto, però.
Il marketing e le affamate casse dei comuni italiani hanno fatto i loro danni.
I “Borghi più belli d’Italia” è una marchetta solleticante gli avidi bilanci comunali,
da Sud a Nord, da Ovest ad Est.
Un trofeo, una medaglia sempre più ambita che produce,
però,
orde di gente all’assalto di quello che ERA un piccolo paese tranquillo,
sconosciuto al “turismo intelligente”
ma riservato a chi aveva desiderio di incontrare
il silenzio,
camminare respirando l’aria sottile che ossigenando i polmoni ed il cervello
dava respiro nuovo all’Anima, alla Mente ed al Cuore.
JourneyWithLu è controcorrente.
Non mi infilo nell’ovvio.
Rifuggo dall’apparire alla ricerca dell’Essere.
E’, sarà, il mio 2026.
Il VOSTRO 2026 con JourneyWithLu.
We, me: ReadyTOstart.
ComeOn.
“ab imo pectore”
“Imperare Sibi
Maximum Imperium Est”

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